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L’evoluzione della pubblicità: dall’antichità al Carosello

L’evoluzione della pubblicità: dall’antichità al Carosello

La pubblicità è esistita fin da quando l’essere umano si è trovato nella situazione di dover vendere i propri prodotti.

Già nell’antica Roma i commercianti pubblicizzavano la loro attività con delle insegne, mentre sui muri di Pompei sono stati rinvenuti degli annunci riguardo alle lotte gladatorie; la forma più comune di pubblicità era comunque quella verbale: i venditori ambulanti e nel mercato annunciavano ad alta voce i propri prodotti, pratica che si portata avanti fin nel Medioevo.

Chiaramente un punto di svolta nell’evoluzione della pubblicità si riscontrò successivamente all’invenzione della macchina da stampa e dei caratteri tipografici mobili: nel 1479 il tipografo britannico William Caxton distribuisce un opuscolo per far conoscere le sue pubblicazioni, mentre gli antenati dei moderni volantini cominciano a fare la loro comparsa nel continente europeo.

Un personaggio fondamentale nella storia pubblicitaria, poi, si individua nel francese Théopraste Renaudot, che nel 1631 fonda una gazzetta per raccogliere e pubblicare annunci pubblicitari a pagamento.

La pubblicità in senso moderno è nata con la rivoluzione industriale: i produttori cominciano a mettere il nome dell’azienda sulla confezione del prodotto, in modo da stabilire una connessioni diretta con il cliente. Proprio in questo periodo nascono, prima in Francia e poi altrove, le prime concessionarie specializzate nella vendita di spazi pubblicitari nei giornali.

 

 

A diventare i grandi veicoli di pubblicità, però, non sono solo le riviste e i quotidiani, ma anche i manifesti, spesso creati da artisti di fama come Toulouse-Lautrec, De Chirico, Depero, Manet. Proviamo a pensare ai poster commissionati dalle Folies Bergère o dal Moulin Rouge!

Un ulteriore passo avanti si ha con gli anni 20, durante i quali si fecero strada i primi principi di marketing: le aziende avevano bisogno di sostenere i consumi affinché non si generasse un surplus di offerta, quindi il prodotto non doveva solo essere conosciuto, ma anche scelto e preferito dai clienti. Un grande evento fu il primo radiocomunicato nel 1922: questi spot ante litteram erano lunghi, dei testi scritti letti da annunciatrici che usano un linguaggio forbito e che ricordano le più famose opere letterarie.

Per avere il primo spot televisivo si dovrà attendere il 1953, quando il proprietario della NBC propone l’idea di una pubblicità che richiami quelle illustrate ma che abbia i vantaggi del sonoro e del movimento, tipici della televisione. In Italia le prime pubblicità televisive si hanno con l’avvento del Carosello nel 1957, vero e proprio fenomeno di costume che contraddistinguerà il panorama pubblicitario italiano fino alla fine degli anni 70. Gi spot del Carosello erano delle autentiche storie, che duravano molto più delle loro controparti moderne: 100 secondi di spettacolo seguiti da 35 secondi di “codino commerciale”, caratterizzati da personaggi inventati che sono ancora vivi nell’immaginazione popolare, come Caballero e Carmencita per Lavazza o Pippo per la Lines.

 

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